Viaggiare la differenza, continua …

conferenza savena

C’è un urgenza, è inutile negarlo. Possiamo canzonarci pensando ai figli innaturali ma un incremento del tremila per cento di migranti in un anno è un “diluvio imperfetto”. Nel nostro non troppo piccolo ci siamo dati da fare per presentare l’altro come “identità di valori universali”, come  quel noi stessi che non dorme in comode serate narcotizzate dall’etere ma che ridisegna il mondo, anche il nostro. Ci sono popoli in via di estinzione che progettano futuri, coppie dannate scoperte dai veli dell’ignoranza che si abbracciano a bordi di gommoni impossibili, umanità erranti ed estreme che ci indicano scenari meravigliosi, scuole arrampicate sull’acqua che svelano i segreti dell’universo, madri in compagnia di madri che allattano milioni di figli, … … …   noi comunque  siamo arrivati alla fine del nostro percorso, ma subito per ricominciarne un altro.  Con quest’animo urgente e necessario  “Viaggiare la differenza, un mondo da integrare” è stata veramente una bella scommessa , sia per le tematiche che per il grande lavoro organizzativo che c’è stato dietro, oltre alla motivazione che c’è un’idea di vita che ci piace e ci piacerà sempre, questa: l’umano al centro dell’umanità!  … Ma parlare di questo mondo è stato avvincente. Le presenze, nonostante le giornate lavorative e gli orari serali, sono state tante, qualificate, interessate. Le conferenze si sono concluse, serenamente,  con il Nord: Michela Clemente e Manuela Capua, le dottoresse “nostre” inviate sul tetto del mondo, hanno illuminato, con le loro riflessioni  e il resoconto di un viaggio “sottozero”, la diversità e la bellezza di un posto che sembra fuori dal mondo, anche fuori dal tempo ma con esempi di organizzazione notevoli. Non esistono zone impossibili da vivere se si collabora, tra di noi e con la natura. Ma l’impegno di portare a casa nostra quanto di meglio poteva servire come testimonianza del mondo che “stiamo costruendo” era partito col Dottor Ubaldi, dall’Asia, che ci ha invitato a pensare all’altro come portatore di diversi linguaggi non sempre immediatamente traducibili con la nostra cultura, causa questo di apparenti distanze ed evidenti incomprensioni, spesso superabili con quell’apertura all’ascolto e alla comprensione che sta alla base del lavoro che stiamo proponendo.  Abbiamo toccato  il sentire del continente “latino”, magicamente esplorato dalla dottoressa Cavalieri, che ci ha coinvolto con la storia dell’indomabile  popolo Mapuche e la descrizione della Escuelita fluvial, esempio che non esistono deserti di apprendimento, se abbiamo voglia di impegnarci in prima persona …  sottolineata, poi, dalla canzoni struggenti e meravigliose di Violeta Parra, …  e poi l’Africa narrata, ma sotto una nuova luce, tenuto dalla dottoressa Roberta Pellizzoli, veramente  stimolante per la lucidità delle sue riflessioni e la disponibilità al confronto. Non è che un inizio, come vi dicevo: ci hanno proposto di ripetere le serate in un altro luogo pubblico, e abbiamo detto si! …  A presto vi diremo dove, …

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In attesa di qualcosa di sicuramente migliore, rendiamo migliore questi momenti, ... serenamente, ...
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