Gocce d’integrazione

Il 20 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale del Rifugiato

Sappiamo come stanno funzionando le cose, oggi! …

Pesco questa lettera di dieci anni fa nella memoria di lavoro:  un abbraccio multicolore!

… Giugno 2007, Bologna

Ai margini della … civiltà

“Egregio signor sindaco, Bologna, illustrissimo presidente Prodi, Italia.

Esiste un posto, poco più in là della stupenda Basilica, delle imponenti Torri e degli invidiabili portici dove, nella più totale autonomia, nella periferia bolognese, è nata una città.

Una città non riportata da nessuna cartina, non citata dalle guide turistiche né tantomeno amministrata o ambita da nessuna giunta che si va consolidando giorno per giorno. Una volta le città nascevano intorno ai fiumi, arroccate sui colli, in prossimità di fertili terreni, questa è venuta su intorno al Consolato del Marocco, in Via del Carrozzaio.

I suoi abitanti, apolidi ma determinati, si riconoscono dalla rassegnazione a passare ore e ore sotto un sole battente o una pioggia improvvisa, con la sola ambita pretesa di essere ammessi a un colloquio dentro l’edificio. E così si vedono, parcheggiati in un carosello, a volte ordinato, ma continuo, piccole o medie autovetture, cariche di masserizie e speranze, con a bordo, in rassegnato silenzio, madri con figli piccolissimi che si organizzano le loro nursery un po’ alla meglio, sostituendo i pannoloni ai loro figli protetti da qualche lenzuolo o dichiaratamente sul marciapiede, che improvvisano banchetti in una “due porte” o letti matrimoniali in una “station wagon” , mentre i compagni o i mariti sono in ordinata attesa davanti ai cancelli.

Essendo una città in costruzione non esistono ancora le fognature o tanto meno i servizi igienici, così purtroppo ci si arrangia alla meglio.

Esiste un’oasi, con qualche tavolino e la possibilità di mangiare cibo “straniero”, esiste una fermata dell’autobus, ci sono pile di giornali dedicati agli “immigrati” lasciati lì da qualche editore illuminato (scritto rigorosamente in italiano) e poi ci sono gli altri.

Gli altri siamo noi. Difatti, confinante con questo nuova città stato, a pochi passi dal consolato, opera il Cap, laboratorio protetto d’inserimento per disabili, che conta circa cento di utenti, inseriti con finalità riabilitative e lavorative e che, a orari fissi, attraversano la strada, utilizza i marciapiedi, prendono l’autobus.

La convivenza non è stata mai un problema. Ma capita spesso che, come successo di recente, la città attiri anche carovane di nomadi in fuga da altre realtà peggiori, col miraggio di una piazzola o di uno spazio: nel qual caso, nel giro di pochi giorni, le unità speciali della Città maggiore arrivano in forze e li cacciano via definitivamente. Forse. Perché l’ultima operazione ha lasciato qualche superstite, che ha trovato rifugio con tutto quello che aveva, sotto la pensilina dell’autobus: materassi inclusi, rendendola per noi inagibile.

Ma il problema non è questo. Si sono consolidate con le persone in attesa relazioni di rispetto e anche di simpatia, dove, a fronte d’improvvisate moschee sotto i muri, nessuno si è mai lamentato se le proprie scarpe sono calpestate o se i disabili interrompono le loro preghiere, dove i gestori del punto ristoro offrono spesso qualcosa ai nostri ragazzi che passano, collaborando con noi nel liberare un corridoio per l’accesso all’autobus. Perché, nel lungo processo di riabilitazione e integrazione, i frequentatori del centro, supportati da una pattuglia di operatori (della Coop Bo integrazione a marchio Anffas) si recano a ora di pranzo presso mense aziendali convenzionate, attraversando per intero tutta la “Piazza principale”.

Il problema è che nelle fasi di costruzione di questa nuova realtà non sono state ancora progettate le infrastrutture essenziali: non esistono bagni pubblici (tanto a cuore ad alcuni consiglieri comunali), non ci sono assistenti civici o volontari per dare una mano, non esiste unità di supporto alle mamme e ai figli in sosta, e quindi, come dicevo prima, ci si arrangia come si può.

(Ho pensato spesso a quanta cura e igiene dedica ai nostri figli piccoli, a quante visite pediatriche o alle precauzioni per non esporli al sole: mi sento nervosamente ipocrita e ingiustificatamente fortunato o solamente irritato dal vedere tanto abbandono).

E quindi è solo per il senso di responsabilità per il lavoro che faccio (Coordino il gruppo delle mense) che mi trovo a richiedere alcune cose, non solo per fare in modo che la civile e necessaria convivenza continui, rendendo meno difficoltoso il nostro percorso, ma anche perché credo profondamente che il rispetto della diversità passi e inizi principalmente dal rispetto di tutte le dignità umane.

Servirebbe una pulizia giornaliera delle strade, un punto d’ascolto e di aiuto per i tanti in attesa, un minimo di controllo sugli sporadici episodi di litigio, una presenza insomma dell’altra città, quella che s’indigna entro le mura.

Anche perché abbiamo spesso spiegato a qualcuno non frequentatore spesso del luogo, meravigliato dei nostri gruppi, che rideva al passaggio dei ragazzi in carrozzina o con la faccia assente o solamente ordinatamente in fila aiutato da altri per non cadere, che la carrozzina è la nostra faccia nera, l’instabilità e il nostro colore discriminato, l’insicurezza la sua insicurezza: dateci una mano per entrare nella nostra “civiltà”.

 

Con sentito ringraziamento,

Giuseppe Ferricelli, Coordinatore Coop sociale Bo integrazione a m. Anffas Bologna”.

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Finalmente in pensione!

Malinconica ignoranza
Appena saputo del post di Di Maio dove veniva paragonato a Pinochet , la risposta di Renzi è stata lapidaria: io con le banche non ho mai avuto niente a che fare! Il suo staff gli faceva notare che non si parlava di Barroso e lui prontamente correggeva il tiro: i nostri militari in Libia proteggono i medici dal ritorno di Gheddafi! Inutile la riscrittura del comunicato, dove si insisteva sulla data del referendum l’11 settembre, con la certezza che, se un semplice papa poteva cambiare il calendario con una banale gita fuori porta, ebbene lui rottamava i mesi di ottobre e novembre e introduceva il settembre perpetuo! A questa notizia Dalema paventava la mancanza dei voti della minoranza dem alla Camera, mentre Brunetta insisteva sulla necessità di abbassare i gradini troppo alti, che facevano dell’Italia un paese altamente sismico. Salvini intanto rivendicava la purezza padana dei pomodori pachino, la Meloni sbraitava contro le ostetriche di un colore solo, i pensionati litigavano con i migranti sull’orario di raccolta dei rifiuti e la Clinton sminuiva la sua vecchiaia indossando un babydoll sull’ Himalaya: … vi abbraccio va, che la serata è ancora lunga! …

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Ferragosto, è ora di fermarci …

Carissime carissimi e declinazioni migliori di affetto e vicinanza … questo grande fermo (e scorrendo l’allegato, con le dovute distanze, qualche motivazione si trova a supporto)  e il suo andirivieni (parafrasando) non mi proibisce la pubblicazione di questa piccola guida: nell’insieme (anche superficiale e ridondante) di consigli alla mente e al cuore con l’accompagnamento di buone bevute masticate ci sono spunti e pratiche interessanti! buon ferragosto!   estratto_detox-completo-corpo-mente-spirito

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Liberazione!

Senza troppo scalpore Renzi festeggia in questi giorni due anni e due mesi di governo, un traguardo che non avrebbe mai potuto raggiungere se il suo atteggiamento verso le lobby che lo sostengono non fosse stato quello palesemente espresso in occasione del referendum del 17 aprile. Quel referendum che non ha mostrato solo il piccolo potere di tanti piccoli uomini (Boschi e quote rosa a parte) ma principalmente l’impotenza di queste forme di democrazia. Nessuno scandalo, a sentire i papisti dello status quo, colpo di stato perenne, gridano le impotenti voci di opposizioni! Per evitare malintesi non parlo di invasori alieni che hanno colonizzato gli eredi (sigh!) del partito comunista, ma constato semplicemente che anche trovarsi vicino, in giornate come oggi, queste persone, a festeggiare la Liberazione, dove la parola “liberazione” è proprio quella che sta nel suo significato, mi annoia. Io continuo a liberarmi, non senza fatica, cercando di comprendere  questi terrestri miei simili, forse senza memoria, creando anticorpi per non  inquinare le nostre giornate particolari: … Si, torneremo in Montagna! Buon 25 Aprile …

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Si al referendum! quorum vicinissimo!

referendeum

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Liberazione

21 Aprile 2015: Grande successo per le attrici di Humi, a OZ Bologna, per l’evento di teatro attivo sulla Resistenza dei GDD (gruppi di difesa delle donne), con la collaborazione sonora di Hugo Venturelli, Antonella La notte e Silvia Cavalieri.

Da un post di Dada “ Peccato non aver potuto assistere ai rumori della fabbrica di Giuseppe Ferricelli, all’interpretazione di Eva, alla lettura de “La Storia” di Montale da parte di Bianca Ferricelli e all’ingarbugliarsi del “filo rosso”…. trovate geniali (!) Nevvero? Katia Finotello,Sara GraciAmelia Athena CaterinaGiuseppe Ferricelli ? Grazie, amici vecchi e nuovi, per mandarmi barlumi della mia vita che brilla altrove…. Bolognaaaaaaaa!”

 

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Conferenze: terza serata

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